<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594</id><updated>2012-02-16T23:06:34.261+01:00</updated><category term='olimpiadi'/><category term='marco dinoi'/><category term='world press photo'/><category term='david lazzaretti'/><category term='casta'/><category term='politica'/><category term='&apos;48'/><category term='umberto eco'/><category term='Ds'/><category term='memoria'/><category term='elezioni'/><category term='Bondi'/><category term='padre balducci'/><category term='Togliatti'/><category term='fotografia'/><category term='ilvo diamanti'/><category term='lega'/><category term='alemanno'/><category term='Margherita'/><category term='Fedelissimi'/><category term='maurizio costanzo'/><category term='degrado etico e di stile'/><category term='Corriere di Siena'/><category term='schiavone'/><category term='berlusconi'/><category term='figurine'/><category term='gianni cipriani'/><category term='Venditti'/><category term='tullio de mauro'/><category term='aldo biscardi'/><category term='Don Milani'/><category term='reality'/><category term='Luciano Bianciardi'/><category term='new york times'/><category term='Abbadia San Salvatore'/><category term='aldo bonomi'/><category term='Paolo Maccherini'/><category term='Pd'/><category term='paese sera'/><category term='partito democratico'/><category term='gianni rodari'/><category term='mostra fotografica'/><category term='corrado guzzanti'/><category term='Radio Maria'/><category term='andrea barbato'/><category term='la repubblica'/><category term='Siena'/><category term='prime pagine giornali'/><category term='calcio'/><category term='censis'/><category term='dnews'/><category term='Amiata'/><category term='antonio cipriani'/><category term='linguaggio politica'/><category term='padre pio'/><category term='bossi'/><category term='Ribelli della montagna'/><category term='afghanistan'/><category term='ricordo'/><category term='boicottaggio'/><title type='text'>Diretta</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-9039994604740815118</id><published>2008-07-29T12:46:00.004+02:00</published><updated>2008-07-29T12:50:32.677+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ribelli della montagna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amiata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Abbadia San Salvatore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='&apos;48'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Togliatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostra fotografica'/><title type='text'>Una mostra per risvegliarci dal "sonno della memoria"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Ad Abbadia San Salvatore le immagini di quel lontano 14 luglio del Quarantotto&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Fu una “rivoluzione mancata”? O fu, invece, una coraggiosa e pronta risposta delle masse popolari a chi, attentando alla vita di Palmiro Togliatti amato capo dei comunisti italiani, voleva colpire la libertà democratica appena conquistata? Per mezzo secolo generazioni di comunisti e di democristiani - ma anche gli studiosi di storia contemporanea - si sono confrontati sulla questione. Dietro le dispute non c’erano, come sappiamo, solo diverse letture storiche degli accadimenti (l’attentato a Togliatti e le drammatiche giornate di quel luglio infuocato) ma anche giudizi che i due maggiori partiti davano sul quadro politico nazionale e sugli scenari internazionali.&lt;br /&gt;Era un’altra Italia, quella. Era una nazione che con eccessiva e obbligata rapidità si era gettata alle spalle lo spirito unitario che aveva animato gran parte dei movimenti di liberazione nazionale; una nazione profondamente divisa in un mondo si cui si stavano erigendo i robusti muri della guerra fredda. Si stava “di qua o di là”, con miti contrapposti sia nelle grandi scelte che nella vita di tutti i giorni: America o Russia, Coppi o Bartali, Vespa o Lambretta. Per oltre mezzo secolo, da quell’estate del Quarantotto, due “sub-culture”, cattolica e comunista (l’espressione è mutuata da un attento studioso di media, Carlo Sorrentino) hanno formato uno schema mentale, politico e ideologico, che ha garantito la sopravvivenza e lo sviluppo del nostro sistema democratico togliendo però linfa riformatrice e cristallizzando le classi dirigenti. Oggi quel paradigma ideologico è stato gettato alle ortiche e questo ci permette di apprezzare a pieno anche la mostra fotografica realizzata dal Centro culturale Polis e dal Comune di Abbadia San Salvatore sui drammatici fatti del ‘48. Non a caso, in una sorta di “avvertenza per l’uso” Franco Ceccuzzi, presentandola, scrive: “La rievocazione non ha alcun carattere ideologico o apologetico, e meno che mai, può avere l’ambizione di una rilettura storiografica… Sbaglierebbe chi si sentisse ancora oggi da una parte o dall’altra della barricata rispetto al 18 aprile del ’48 o al 14 luglio, o alla collocazione internazionale di quegli anni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I RIBELLI DELLA MONTAGNA”&lt;br /&gt;Rivedere quelle foto e cavalcare la cronaca di quei giorni è istruttivo per i giovani ma è scioccante per quelli, come me, che conoscono a menadito quel terribile tratto della nostra storia nazionale: la sequenza delle foto ti immerge, infatti, tra volti conosciuti e parole consuete. Si è come catapultati nei meandri della memoria. A chi si iscriveva al PCI sull’Amiata alla fine degli anni Sessanta del Novecento quelle storie venivano raccontate dagli stessi protagonisti nelle “veglie” in sezione o durante le Feste de l’Unità (è giusto che nel convegno - già annunciato dagli stessi organizzatori per il prossimo ottobre - venga dato ampio spazio alle testimonianze orali di coloro che vissero quelle giornate) e comunque rappresentavano una sorta di filo rosso con il quale si intrecciavano appartenenze e dispute teoriche.&lt;br /&gt;Quando Gino Serafini, nei primi anni Ottanta, pubblicò un volume sul tema rifiorirono fitte conversazioni pubbliche e di gruppo sui “ribelli della montagna”. Il confronto riguardava non solo l’anatomia della rivolta ma il contesto nazionale e locale in cui quei fatti erano avvenuti e più in generale alcuni tratti sociologici e antropologici delle stesse genti della montagna, proprio in quegli anni alle prese con una delle più gravi crisi del comparto minerario. In quegli stessi anni si rinfocolò anche la passione per la figura di David Lazzaretti quale espressione alta e libera del “ribellismo” di quelle popolazioni. Era stato, a dire il vero, lo stesso segretario comunista a citare, nel discorso che tenne ad Abbadia subito dopo la sua guarigione nel giugno del ‘49, la figura del “profeta”. Davanti alle folle che lo acclamavano Togliatti, con il forte senso propagandistico che caratterizzava i suoi comizi, quasi si immedesimò in quella figura epica. Scrive Tommaso Detti nella prefazione del libro di Gino Serafini: “Certo, paragonando implicitamente se stesso al “santo Davide”, il capo del PCI dava prova di una buona dose di spregiudicatezza; ma quando accostava i fatti del 14 luglio a quell’episodio ormai lontano della storia del Monte Amiata, egli non si limitava a sollecitare l’emotività dei suoi ascoltatori, né indulgeva soltanto sulla propria formazione storicistica. Benché fosse mosso da un preciso intento politico, Togliatti sapeva bene che la grande forza del suo partito e dell’intero movimento operaio italiano - specie in una regione come la Toscana e in una zona come il Monte Amiata - riposava in gran parte sulla loro capacità di innestarsi su movimenti di lotta e correnti ideali preesistenti e di assorbirli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MA FU DAVVERO UN’INSURREZIONE?&lt;br /&gt;Quella discussione ne riprendeva altre che si erano andate ciclicamente ripetendo ogni qualvolta studiosi o politici toccavano l’argomento. Era stato così, ad esempio, quando Sandro Orlandini, nel 1976, con un suo libro aveva posto un interrogativo che aveva molto turbato i dirigenti comunisti di allora: la risposta popolare all’attentato a Togliatti, e le forme che aveva assunto in provincia di Siena, poteva esser letta come un tentativo di “insurrezione proletaria”? Vittorio Bardini, che nel ‘48 si trovava alla testa dei comunisti toscani, un anno dopo, replicava con un libro autobiografico che non si poteva parlare di insurrezione giacché i fatti dimostravano che era stato proprio l’intervento dei dirigenti di partito ad impedire che la situazione degenerasse ulteriormente.&lt;br /&gt;Su un punto tutti i commentatori ormai convengono: la durezza dello scontro elettorale dell’aprile di quello stesso anno con la grande disillusione del Fronte Popolare e la grande vittoria della DC di De Gasperi, la rottura dell’unità sindacale e quella ben più drammatica dell’unità nazionale, l’inizio della guerra fredda erano bombe ad orologeria che prima o poi sarebbero deflagrate provando drammi e lutti. La tensione accumulatasi durante la campagna elettorale del 1948 esplose il 14 luglio quando un giovane di destra, Antonio Pallante, attentò alla vita di Togliatti ferendolo gravemente. In alcune città scoppiarono rivolte spontanee, in molte fabbriche i lavoratori incrociarono le braccia, l’intero Paese fu scosso nella profonda della sua anima. “Le ore undici del quattordici luglio/ Dalla Camera usciva Togliatti/ Quattro colpi gli furono sparati/ Da uno studente vile e senza cuor…” così recita la prima strofa di una canzone popolare che per anni fu cantata in tutte le piazze e le Case del Popolo e recentemente riproposta da Francesco De Gregori e Giovanna Marini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE IMMAGINI DELLA DURA REPRESSIONE&lt;br /&gt;La reazione più violenta si ebbe proprio ad Abbadia San Salvatore “dove i minatori insorsero - come racconta Aurelio Lepre ne “La storia della Prima Repubblica” - uccidendo un poliziotto e un carabiniere e interrompendo i contatti telefonici tra Nord e Sud”. La repressione fu dura e immediata: ad Abbadia San Salvatore intervennero polizia ed esercito. “Un cinegiornale Incom di quei giorni - scrive ancora Lepre - mostra le colonne motorizzate occupare il paese: l’immagine dei minatori portati via tra i poliziotti e gli agenti come prigionieri di guerra aveva un valore di dissuasione per le sinistre e di rassicurazione per i moderati”. Sono le stesse foto che corredavano la sfrontata inchiesta de L’Europeo e che fecero il giro dei rotocalchi di tutto il mondo.In un recente volume Stefano Rolando, studioso di comunicazione pubblica, ha tentato un bilancio generazionale di coloro che hanno attraversato oltre mezzo secolo di democrazia per approdare, come dei moderni Ulisse, laddove la barca doveva essere approdata, senza fati maligni e venti avversi, già da tanto tempo. Dice Stefano Rolando di averlo scritto proprio per reagire al “sonno della memoria che pesa sul nostro passato prossimo”. Le stesse parole possiamo spenderle per iniziative come quella di Abbadia San Salvatore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-9039994604740815118?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/9039994604740815118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=9039994604740815118' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/9039994604740815118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/9039994604740815118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/07/una-mostra-per-risvegliarci-dal-sonno.html' title='Una mostra per risvegliarci dal &quot;sonno della memoria&quot;'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-8868750601496945941</id><published>2008-06-02T19:42:00.001+02:00</published><updated>2008-06-05T09:57:18.237+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aldo bonomi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bossi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lega'/><title type='text'>Rancore e identità</title><content type='html'>Molti osservatori ritengono che il rancore abbia giocato un ruolo importante nel comportamento elettorale degli italiani. Un rancore di tantissimi elettori verso i Palazzi o verso l’indistinta Casta; rancore per tasse ritenute troppo esose o per provvedimenti di riforma male sopportati da questa o da quella lobby ( vi ricordate la ribellione dei tassisti di Roma?); rancore per uno Stato incapace di difendere i cittadini dal caos e dalla violenza importata dai nuovi barbari, immigrati o rom che fossero.&lt;br /&gt;Ma cos’è il rancore? Così lo definisce Tullio De Mauro nel suo Dizionario: "sentimento di avversione profonda, di risentimento verso una persona, un ambiente, una situazione, maturato in seguito ad una offesa o a un torto e non manifestato apertamente”. Questo sentimento sembra essere uno dei tratti unificanti della nuova ondata populistica che ha premiato il centro destra e che sta contrassegnando molti comportamenti sociali di queste settimane, dall’inquietante vicenda del quartiere romano del Pigneto alle prepotenze dei nuovi neo-nazi all’Università La Sapienza.&lt;br /&gt;Staremmo dunque attraversando una fase nella quale parti consistenti di cittadini mal sopportano i disagi economici e le frustrazioni politiche derivanti dai profondi cambiamenti in atto come, ad esempio, quelli provocati dalla globalizzazione e dalle massicce migrazioni che ne derivano. In queste fasi di regresso sociale la nostalgia di "comunità" può portare ad un diffuso risentimento verso tutti coloro che la ostacolano o che la minacciano.&lt;br /&gt;In un libro che sta avendo riscontro sia tra i lettori che tra gli analisti politici, &lt;em&gt;Il rancore. Alle radici del malessere del Nord&lt;/em&gt;, Aldo Bonomi traccia i luoghi e individua i fattori del profondo cambiamento che ha investito il Nord Italia, una sorta di “Apocalisse culturale” nella quale si sono alimentati i tanti malesseri sui quali la Lega di Bossi ha costruito le proprie fortune politiche ed elettorali. Un’apocalisse nella quale molti si sono sentiti orfani della politica che si praticava nella grande fabbrica fordista (pensiamo alle divagazioni - anche in campagna elettorale - di certa sinistra radicale o ai disagi che ne sono derivati al sindacato). Un'apocalisse che ha creato città senza limiti, fatte di non luoghi dove le persone non riconoscono più i posti abituali, dalle strade alle piazze, con le comunità che le abitavano. Città estranee per di più occupate da stranieri portati dal vento della globalizzazione, lo stesso vento che la Lega di Bossi ha per prima fatto sponda a questo malessere, proponendo una versione più radicale e più raffinata della già nota proposta politica basata sull'identità. Berlusconi, con indiscusso fiuto politico, ha offerto una cornice ideologica a queste spinte leghiste, con la teoria “dell’individualismo proprietario” e il peso del suo potere mediatico. Infine l’abile Tremonti ha chiuso il cerchio offrendo una visione economica e sociale di chiara marca protezionistica agli effetti più negativi della globalizzazione: una risposta rilevante, forse l’unica venuta dalla destra italiana, alle elaborazioni dei “no global” di qualche tempo fa.&lt;br /&gt;Insomma, parafrasando il vecchio Marx, potremmo recitare: "spaventati di tutto il mondo unitevi". Unitevi per esaltare il localismo e l'intoccabilità del giardino di casa (per poi, magari, pagarne le conseguenze come in Campania); unitevi contro ogni forma di diversità; unitevi contro chi minaccia la vostra sicurezza; unitevi contro il pericolo dei barbari che ci circondano e che minacciano la nostra integrità. “Combattere qualcuno - ha recentemente ricordato Umberto Eco - è anche un modo per definire la nostra identità”. Cosa ci dicono le "ronde verdi" a Colle Val d’Elsa, se non questo?&lt;br /&gt;Anche Barbara Spinelli, commentando il risultato del voto su La Stampa, ritiene che tra le cause della vittoria del centro destra debba essere inserito il risentimento: “... Tra esse c’è il risentimento, questa passione che dà immenso ardimento all’individuo che si sente abbandonato e solo nella società, e che il massimo della potenza la raggiunge quando diventa risentimento territoriale, tribale, di classe”.&lt;br /&gt;Il diffuso senso di risentimento e di rancore (contro il quale tutta la sinistra, compresa quella locale, dovrebbe prontamente vaccinarsi) è dunque una delle cause che sta alla base dell’antipolitica e porta, chi lo pratica, ad individuare nelle caste e nelle castarelle i nemici da combattere. Ma chi ne trae vantaggio? L’antipolitica - al di là degli insulti con i quali condisce gli attacchi a singole personalità della politica nazionale e locale - poggia proprio su questo sentimento di rancore che può essere sia di natura individuale che appartenere a interi gruppi sociali. Ha scritto Lucia Annunziata, sempre su La Stampa: "L'antipolitica ha battuto nei mesi scorsi su una pubblicistica moraleggiante, descrivendo le élite politiche con categorie ineffabili, e crudeli - salotti,  radical-chic - descrivendo una società divisa in due, con da una parte un luogo dorato e quieto, di scambi di parti, di ruoli e di favori, dall'altra il luogo dei bisogni reali, concreti e solidi, della gente". Da una parte, quindi, le caste e dall'altra il popolo. Ma perché la casta e le caste sono state identificate sia sul piano nazionale che locale con i governi di centro-sinistra? E comunque perché è stato questo schieramento a rimmetterci le penne? Non solo perché le regole di trasparenza e partecipazione e la promesse di egualitarismo e di uno "Stato amico e padre" dovrebbero far parte (hanno fatto parte) del programma della sinistra ma soprattutto perché agli occhi di chi sceglie la sinistra le pensioni parlamentari, le macchine blu, il balletto degli incarichi che in genere riguardano sempre le stesse persone - la cosidetta "mastelllizzazione" dei partiti - diventano i simboli della disparità dei loro rapporti con chi li rappresenta. E avviene il distacco.&lt;br /&gt;Questi fenomeni e ancor più i contenuti simbolici con i quali vengono rappresentati sono da prendere in seria cosiderazione anche dalle nostre parti, dove pure restano forti i valori etici e morali diffusi dalla sinistra. Il problema, infatti, non sta solo in ciò che i politici concretamente fanno ma in come vengono rappresentati e, alla fine, percepiti. Il centrosinistra e il Pd sono chiamati a riflettere su questi argomenti proprio mentre, come stanno facendo, costituiscono i loro gruppi dirigenti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-8868750601496945941?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/8868750601496945941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=8868750601496945941' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/8868750601496945941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/8868750601496945941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/06/rancore-e-identit.html' title='Rancore e identità'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-2015414365158677923</id><published>2008-05-26T09:27:00.003+02:00</published><updated>2008-05-26T09:33:34.983+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Venditti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Don Milani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='padre balducci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bondi'/><title type='text'>Bondi e le brutte figurine</title><content type='html'>In una delle sue prime uscite da ministro Bondi ha rivendicato la proprietà di Don Lorenzo Milani che dovrebbe, quindi, esser prontamente dalla sinistra restituito a lui e alla sua Casa. Insieme a Don Milani la sinistra dovrebbe prontamente restituire altri territori culturali e morali indebitamente a suo tempo annessi, come l’opera e il pensiero di Giorgio La Pira e Padre Ernesto Balducci. Si capisce ora perché Bondi è stato nominato ministro dei beni culturali: Berlusconi vuole ricomporre il Pantheon di Casa e ha dato mandato al suo uomo di cultura di impossessarsi di nomi di peso: basta con le veline e le soubrette, servono pensatori e uomini di azione. D’altra parte Berlusconi e Bondi si sono messi a giocare un gioco che in Italia è assai noto e praticato, quello delle Belle Figurine. Mentre Pasolini viene rivendicato da certi cattolici per la sua "adesione alla tradizione cristiano-rurale" si annunciano aste per filosofi, santi e navigatori purché abbiano un passato da personaggi di sinistra. Una sola domanda mi sorge a proposito del colpo di teatro di Bondi: è la stessa che si è posto oggi, su La Stampa, Marco Belpoliti: "Don Milani di sinistra? Io credo che i suoi interpreti non abbiano mai letto nulla di lui". Così come, sostengo io, nulla sanno di Padre Balducci, figlio dell’Amiata, che non solo ha scritto pagine memorabili sulla pace e sul ribellismo dei popoli oppressi ma è stato anche condannato a sei mesi di reclusione per aver scritto, nel 1963, un articolo a favore dell’obiezione di coscienza. In questo gioco delle figurine sarebbe bene che Bondi e soci lasciassero stare simili personalità e si accontentassero di ritrovarsi nelle loro fila i nani e le ballerine di turno. Si accontentino di Venditti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-2015414365158677923?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/2015414365158677923/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=2015414365158677923' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/2015414365158677923'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/2015414365158677923'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/05/bondi-e-le-brutte-figurine.html' title='Bondi e le brutte figurine'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-1817055466328860031</id><published>2008-05-02T14:20:00.000+02:00</published><updated>2008-05-02T14:21:08.125+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paolo Maccherini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siena'/><title type='text'>Era sempre lui a dirci come stava</title><content type='html'>Il saluto ad un caro amico e ad un grande collega&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era sempre lui a dirci come stava, a dettagliare, come se stesse redigendo un bollettino medico, il suo stato di salute. Lo faceva con la meticolosità di chi l’arte medica la conosce bene per le molte frequentazioni amicali e culturali e per averla saputa ben divulgare in anni e anni di onorata professione. Lo faceva con semplicità e ironia ma poi, per non metterci a disagio e quasi a ripagarsi e ripagarci della pena inflitta, ci conduceva per mano nei profondi meandri di una sconfinata memoria urbana fatta di persone e di affetti, di intrecci politici e culturali, dipanando con la maestria del narratore, anche le storie a prima vista inestricabili. Sapeva tutto di Siena, della sua politica e del suo giornalismo, perché conosceva davvero la città, quella alta e quella bassa, e perché conosceva i suoi polli, quelli ruspanti e quelli di allevamento, quelli che erano avvezzi a chinar la testa e quelli che sapevano tenerla dritta, senza ricorrere ai mutevoli giochi di prestigio. Negli ultimi tempi la sua proverbiale e sorridente ironia (autentica, perché poggiava sul pilastro dell’autoironia) aveva lasciato il posto ad una malinconia esistenziale. Sicuramente questo stato d’animo gli derivava dall’esser lui il narrante di una “Cronaca di una morte annunciata” - la sua - ma anche dal fatto che vedeva crescere smisuratamente la malapianta della mediocrità e sfiorire la passione civile. Ieri, Primo Maggio, non è stato più lui a dirci come stava. Nel silenzio se ne era andato, con il suo solito stile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-1817055466328860031?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/1817055466328860031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=1817055466328860031' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/1817055466328860031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/1817055466328860031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/05/era-sempre-lui-dirci-come-stava.html' title='Era sempre lui a dirci come stava'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-7078771603946675644</id><published>2008-04-20T19:56:00.006+02:00</published><updated>2008-12-11T14:57:41.469+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='schiavone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bossi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alemanno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='memoria'/><title type='text'>Vuoto di memoria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/SAuLyAzPwjI/AAAAAAAAACA/rYzyHTItGRg/s1600-h/les_escarbilles_mentales_de_folon.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191396686799290930" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/SAuLyAzPwjI/AAAAAAAAACA/rYzyHTItGRg/s320/les_escarbilles_mentales_de_folon.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non ho voluto commentare a caldo il risultato elettorale. Preferivo rifletterci su, parlarne con qualche amico, cercare di decifrare l'Italia che è venuta fuori dalle urne: si tratta davvero di un'Italia "imprevista"? Se l'è chiesto Aldo Schiavone, con &lt;a href="http://www.margheritaonline.it/stampa/scheda.php?id_stampa=33039"&gt;il suo articolo uscito su Repubblica di ieri&lt;/a&gt;: per lui si è trattato davvero dell'emersione di una faccia imprevista del Paese, frutto di una transizione che ne ha spostato l'asse politico e culturale, quasi modificandone la sensibilità. Si vive l'oggi, rimuovendo un passato che non sembra più esistere. L'intero '900 è passato dall'ambito della memoria, calda e attiva, a quello della storia, fredda e lontana. Un mutamento che Bossi e Berlusconi, a mio avviso, non hanno soltanto intercettato. Il loro (soprattutto quello di Berlusconi) è stato un ruolo attivo in questo cambiamento. Tutto accade ora, tutto è in diretta: basta guardare a come vengono date le notizie sulle violenze accadute negli ultimi giorni a Roma. Veri e propri spot elettorali che cancellano in diretta la memoria di come è stata governata la città negli ultimi anni, a vantaggio di quelli che fino a poco tempo fa, forse sbagliando, appellavamo come neofascisti. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-7078771603946675644?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/7078771603946675644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=7078771603946675644' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/7078771603946675644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/7078771603946675644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/04/vuoto-di-memoria.html' title='Vuoto di memoria'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/SAuLyAzPwjI/AAAAAAAAACA/rYzyHTItGRg/s72-c/les_escarbilles_mentales_de_folon.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-6373139131437894320</id><published>2008-03-30T22:19:00.005+02:00</published><updated>2008-12-11T14:57:41.613+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='boicottaggio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='olimpiadi'/><title type='text'>arde la fiamma olimpica</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R-_2of8GmQI/AAAAAAAAABo/AjOJ8nE_BJM/s1600-h/pechino2008.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5183632871755520258" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R-_2of8GmQI/AAAAAAAAABo/AjOJ8nE_BJM/s400/pechino2008.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Il viaggio del fuoco di Olimpia è cominciato. La fiaccola, però, è attesa dall'incendio tibetano. Quello che sta accadendo in Cina non è più tollerabile, ma la strada migliore, probabilmente, non è quella del boicottaggio dei giochi, invocato da più parti. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;E' più giusto andare, per documentare, oltre allo straordinario spettacolo agonistico che offre l'appuntamento olimpico, anche la situazione della Cina, senza reticenze e filtri di regime.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;Un'informazione che faccia il suo mestiere fino in fondo, con coraggio, per rompere qualche velo sulla reale situazione in Tibet e sullo stato della democrazia e della libertà nel paese che ospiterà le Olimpiadi. Invece di stare a casa, insomma, si vada in forze, con gli occhi ben aperti e le penne pronte a rendere un servizio alla verità.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-6373139131437894320?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/6373139131437894320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=6373139131437894320' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/6373139131437894320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/6373139131437894320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/03/arde-la-fiamma-olimpica.html' title='arde la fiamma olimpica'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R-_2of8GmQI/AAAAAAAAABo/AjOJ8nE_BJM/s72-c/pechino2008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-8479038223271438567</id><published>2008-02-26T17:14:00.008+01:00</published><updated>2008-12-11T14:57:41.822+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='paese sera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gianni rodari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gianni cipriani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dnews'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='andrea barbato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tullio de mauro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maurizio costanzo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antonio cipriani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='umberto eco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='aldo biscardi'/><title type='text'>Novità editoriali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R8Q7OZUE6qI/AAAAAAAAABY/i9NId37_oHQ/s1600-h/logo.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171323390627474082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R8Q7OZUE6qI/AAAAAAAAABY/i9NId37_oHQ/s400/logo.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Esce da ieri a Roma, Milano, Verona e Bergamo, prossimamente anche a Brescia, il nuovo quotidiano gratuito &lt;a href="http://www.dnews.eu/"&gt;DNews&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Diretto, come già Epolis, da Antonio e Gianni Cipriani, DNews progetta una forte integrazione col web, attraverso il quale cercherà di stabilire un dialogo fruttuoso e innovativo con i lettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R8Q-OZUE6rI/AAAAAAAAABg/3JpPNT27WBw/s1600-h/golp1045.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5171326689162357426" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R8Q-OZUE6rI/AAAAAAAAABg/3JpPNT27WBw/s400/golp1045.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tornerà in edicola nel 2008, invece, lo storico quotidiano romano Paese Sera.&lt;br /&gt;Chiuso dal 1994, Paese Sera aveva conosciuto momenti di grande popolarità, ospitando firme prestigiose: da Tullio De Mauro a Andrea Barbato, da Umberto Eco a Gianni Rodari, tenendo a battesimo cronisti divenuti famosi, come Maurizio Costanzo e Aldo Biscardi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-8479038223271438567?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/8479038223271438567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=8479038223271438567' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/8479038223271438567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/8479038223271438567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/02/novit-editoriali.html' title='Novità editoriali'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R8Q7OZUE6qI/AAAAAAAAABY/i9NId37_oHQ/s72-c/logo.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-1554421773324131627</id><published>2008-02-08T11:57:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T14:57:41.974+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='afghanistan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fotografia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='world press photo'/><title type='text'>"It's a picture of a man at the end of a line"</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R6w2sBE_aXI/AAAAAAAAABQ/MJ-5DWcyomM/s1600-h/FOTO_550x367.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5164563002518628722" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R6w2sBE_aXI/AAAAAAAAABQ/MJ-5DWcyomM/s400/FOTO_550x367.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' la fotografia che ha vinto il &lt;a href="http://www.worldpressphoto.org/"&gt;World Press Photo&lt;/a&gt; 2007. La foto, scattata dal fotografo inglese &lt;a href="http://www.timh-images.com/"&gt;Tim Hetherington&lt;/a&gt; il 16 settembre 2007, ritrae un soldato americano al Restrepo bunker nella valle Korengal in Afghanistan. Secondo la giuria l'immagine mostra esaustivamente la sfinitezza di un uomo e quella di una nazione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-1554421773324131627?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/1554421773324131627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=1554421773324131627' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/1554421773324131627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/1554421773324131627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/02/its-picture-of-man-at-end-of-line.html' title='&quot;It&apos;s a picture of a man at the end of a line&quot;'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R6w2sBE_aXI/AAAAAAAAABQ/MJ-5DWcyomM/s72-c/FOTO_550x367.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-3492984212000364961</id><published>2008-02-06T09:58:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T14:57:42.144+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='figurine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fedelissimi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calcio'/><title type='text'>Celo, celo, manca</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R6l3ABE_aWI/AAAAAAAAABI/vIOUDXyH-9o/s1600-h/8530f.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5163789289930058082" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R6l3ABE_aWI/AAAAAAAAABI/vIOUDXyH-9o/s400/8530f.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Sono tornate le figurine, grazie ai &lt;a href="http://www.sienaclubfedelissimi.it/public/cenaberetta1feb08004-vi.jpg"&gt;Fedelissimi&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-3492984212000364961?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/3492984212000364961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=3492984212000364961' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3492984212000364961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3492984212000364961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/02/sono-tornate-le-figurine-grazie-ai.html' title='Celo, celo, manca'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R6l3ABE_aWI/AAAAAAAAABI/vIOUDXyH-9o/s72-c/8530f.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-3953253356163820073</id><published>2008-01-25T14:10:00.001+01:00</published><updated>2008-12-11T14:57:42.717+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='degrado etico e di stile'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='prime pagine giornali'/><title type='text'>E' una questione di stile</title><content type='html'>Una cosa sono le alterne vicende della politica, altra è il degrado etico e di stile del giornalismo italiano, che istiga all'odio e alla violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5ng_xE_aTI/AAAAAAAAAAw/fs0q7idyPmw/s1600-h/1_big.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159402234240264498" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5ng_xE_aTI/AAAAAAAAAAw/fs0q7idyPmw/s400/1_big.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5nhIhE_aUI/AAAAAAAAAA4/EWlqsh0vuZk/s1600-h/pag_jpg.php.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159402384564119874" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5nhIhE_aUI/AAAAAAAAAA4/EWlqsh0vuZk/s400/pag_jpg.php.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5nhQxE_aVI/AAAAAAAAABA/2-VKSmlkc6o/s1600-h/primapagina.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5159402526298040658" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5nhQxE_aVI/AAAAAAAAABA/2-VKSmlkc6o/s400/primapagina.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-3953253356163820073?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/3953253356163820073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=3953253356163820073' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3953253356163820073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3953253356163820073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/e-una-questione-di-stile.html' title='E&apos; una questione di stile'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R5ng_xE_aTI/AAAAAAAAAAw/fs0q7idyPmw/s72-c/1_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-316861815013160732</id><published>2008-01-19T17:24:00.000+01:00</published><updated>2008-01-19T17:25:50.728+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Radio Maria'/><title type='text'>Lo dice anche Radio Maria</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="355"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Va533YjJ84I&amp;rel=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Va533YjJ84I&amp;rel=1" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-316861815013160732?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/316861815013160732/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=316861815013160732' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/316861815013160732'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/316861815013160732'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/lo-dice-anche-radio-maria.html' title='Lo dice anche Radio Maria'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-5505873029709108545</id><published>2008-01-15T17:40:00.000+01:00</published><updated>2008-01-15T17:42:58.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricordo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marco dinoi'/><title type='text'>Un ricordo</title><content type='html'>Oggi è morto un amico, Marco Dinoi, un giovane studioso che era stato nostro studente e che oggi insegnava con noi nelle aule della facoltà e con il quale si discuteva spesso non solo di cinema ma anche di pace e di Palestina. Mi piace ricordarlo così, non solo come giovane studioso ma come giovane impegnato sui temi della nostra società.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-5505873029709108545?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/5505873029709108545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=5505873029709108545' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/5505873029709108545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/5505873029709108545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/un-ricordo.html' title='Un ricordo'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-6394385649731703510</id><published>2008-01-07T18:25:00.000+01:00</published><updated>2008-01-08T21:11:15.218+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pd'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguaggio politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ds'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Margherita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luciano Bianciardi'/><title type='text'>Parla come mangi</title><content type='html'>Apro il giornale e vedo una lunga intervista di Stefano Bisi al coordinatore del nascente Partito democratico. Leggo il titolo e, da buon democratico, mi allarmo. Il Corriere titola: “Qui c’è chi non vuol far nascere il Pd”. Roba grossa, direbbe qualunque commentatore politico. Cerco di capire il perché e il per come si possa essere arrivati a tal punto di rottura: una diversa visione politica sullo sviluppo della città? Pareri divergenti sulla proposta di rivedere la legge sull’aborto? Idee contrapposte sull’attuale gestione del Policlinico? Niente di tutto ciò. Mi arrovello cercando di capire un po’ di più quali sia il reale contendere di questa disfida, come d’altronde fa lo stesso intervistatore, incalzando, come si dice in gergo, il dirigente politico. Ma Bezzini sintetizza così i motivi della crisi. Virgoletto ciò che è stato detto e scritto: “A Siena, la costruzione del Partito democratico è più complicata rispetto alle altre realtà della nostra provincia. La decisione di prevedere una doppia reggenza provvisoria degli attuali gruppi consiliari che fanno riferimento al Pd è avvenuta grazie a un accordo che ha visto tutti convergere sulla stessa posizione. Non nascondo che l’intesa non ha entusiasmato neanche me, ma è stata comunque un primo passo per andare nella giusta direzione. Trovo però sconcertante che, dopo pochi giorni, qualcuno abbia voluto riaprire la questione. La sensazione è che si stia lavorando per allargare le distanze piuttosto che ridurle, provocando così instabilità al quadro istituzionale e facendo del male alla città”.&lt;br /&gt;Dunque, ricapitoliamo e traduciamo: Ds e Margherita non sono riusciti a mettersi d’accordo per costituire un unico gruppo consiliare al Comune di Siena e, in attesa di tempi migliori, hanno deciso di avere una doppia reggenza (un capogruppo per i Ds e uno della Margherita). Ma due galli in un pollaio così ristretto sono troppi e si sono subito messi a beccarsi. Così nasce un “nuovo” partito. &lt;br /&gt;Nel leggere queste poche e nebulose righe, la mia scarsa memoria, ormai tutta giornalistica, mi ha indotto a rileggere una nota emessa qualche giorno prima dalla Margherita di Siena che chiudeva così: “Prendiamo atto, con rammarico, che i comportamenti successivi in sede istituzionale non sono stati conseguenti al percorso chiaramente delineato in sede politica. In considerazione di ciò, si invitano i livelli politici a una verifica puntuale di quanto già concordato per raggiungere gli obiettivi prefissati, richiamando tutti i soggetti coinvolti a non ostacolare, con atteggiamenti incomprensibili e pretestuosi, il cammino già avviato”.&lt;br /&gt;Ho fatto un po’ di fatica ma, comparando i testi, sono riuscito a capire che non corre buon sangue, a Siena, tra gli ex Ds e gli ex Margherita e questi ultimi hanno, per primi, mosso le acque dopo l’accordo comunemente raggiunto. Ma su che cosa ci si stia dividendo non l’ho proprio capito. Almeno che non si tratti di qualcosa che non può esser detto pubblicamente e che quindi il vero contenuto del contendere sia conosciuto solo, come dice l’intervistatore, dai “frequentatori delle stanze”. Anche perché nell’assemblea pubblica che si è svolta qualche settimana addietro ai Mutilati tutti avevano osannato il “nuovo” che avanza e nessuno aveva fatto il minimo accenno alla latente crisi. &lt;br /&gt;Se questa è la “nuova” politica del “nuovo” partito qualche dubbio in più s’avanza a chi già dubbi aveva. Se questo è il “nuovo” linguaggio della “nuova” classe politica consiglio, ai comunicanti, di rileggersi un libricino che molti, ma molti anni fa, quando dovevo comunicare la politica dei comunisti italiani, a me fu consigliato da Aurelio Ciacci: “Il lavoro culturale” di &lt;a href="http://www.lucianobianciardi.it/"&gt;Luciano Bianciardi&lt;/a&gt;. A me, servì; perché mi insegnò a  parlare come mangiavo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-6394385649731703510?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/6394385649731703510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=6394385649731703510' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/6394385649731703510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/6394385649731703510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/parla-come-mangi.html' title='Parla come mangi'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-3587685421563922391</id><published>2008-01-06T12:17:00.000+01:00</published><updated>2008-12-11T14:57:42.905+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='david lazzaretti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='padre pio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='padre balducci'/><title type='text'>David, un rivoluzionario senza rivoluzione</title><content type='html'>Due libri riaccendono il dibattito -  Il  processo e la condanna del Sant’Offizio prima dell’uccisione - Padre Pio, il misticismo e la religiosità popolare - Il nitido giudizio di Padre Balducci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R4C5kW4_kBI/AAAAAAAAAAo/1nZSrLM6Tmg/s1600-h/lazzaretti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R4C5kW4_kBI/AAAAAAAAAAo/1nZSrLM6Tmg/s400/lazzaretti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152322007982903314" /&gt;&lt;/a&gt;Torna il “caso Lazzaretti”: sulla storia del profeta dell’Amiata, sulla sua vicenda umana, sulle sue visioni mistiche, sul suo pensiero e sulle pratiche sociali si ritorna a riflettere e si accendono nuove polemiche. Due libri, in particolare, hanno contribuito a riproporne la complessa vicenda umana e storica: il primo, di Luca Niccolai, è interamente dedicato al profeta dell’Amiata; l’altro, di Sergio Luzzatto, è in realtà su Padre Pio ma, nel secondo capitolo, un ampio spazio è dedicato proprio ai giudizi dati su David Lazzaretti da esponenti del mondo religioso italiano.&lt;br /&gt;La novità del primo volume deriva dal fatto che sono stati rintracciati  nell’archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede i documenti del processo che il Sant’Offizio intentò contro David. Si tratta di migliaia e migliaia di pagine raccolte in appositi faldoni. Quattro amiatini (Mauro Chiappini, responsabile della Fratellanza Giurisdavidica, cioè di quel resta del culto di David, Marcello Bianchini, Niso Cini e Luca  Niccolai) si sono dati da fare per mettere il naso nelle preziose carte e, dopo avere superato non pochi fastidi legali e burocratici, sono riusciti a leggere e fotocopiare le parti più interessanti del processo. Luca Niccolai, partendo proprio da questa documentazione, ha scritto un volume che aggiunge un bel po’ di notizie sulla vita e sugli ultimi anni del profeta dell’Amiata (David, Lazzaretti, davanti al Sant’Offizio, edizioni Effigi). &lt;br /&gt;Marcolino Cicognani, un prelato con la stoffa del grande inquisitore, nella sua relazione contro il barrocciaio di Arcidosso muove accuse lecite e illecite: da quella di praticare il comunismo (allora era ancora uno spettro che si aggirava per l’Europa) a quella di intrattenere rapporti con i movimenti eretici del vecchio continente; da quella di essere un truffatore a quella di sedurre e compromettere le giovani contadine del gruppo. “Da dieci anni mena rumore - scrive il prelato nella sua nota accusatoria - e fa non solo parlare di sé, specialmente per le sue visioni, profezie, strane dottrine religiose e sociali”. &lt;br /&gt;Il processo viene imbastito nel 1877, cioè nel pieno dell’esperienza della “Società delle famiglie cristiane”, l’originale comunità fondata quattro anni prima: David era riuscito con il suo verbo a  portare sul Monte Labbro centinaia di contadini e  di diseredati con le loro famiglie per vivere e lavorare insieme. Su quella comunità si erano appuntati gli occhi delle autorità religiose e governative per i criteri collettivistici ai quali si ispirava che prevedevano la condivisione del lavoro e anche la parità dei sessi.&lt;br /&gt;Il processo finisce male, il 1 di aprile, con David Lazzaretti scomunicato e con i due sacerdoti che l’avevano seguito sospesi &lt;em&gt;a divinis&lt;/em&gt;. Il resto della storia è arcinota: David si ritira sul Monte in mezzo a nuove, gigantesche difficoltà e, a poco più di un anno da quella  sentenza, viene ucciso dai carabinieri mentre guida una processione. La condanna, la passione e la morte. Altrettanto noto è quel che accade dopo la morte di David, con la Chiesa ufficiale intenta solo a tentar di sradicare dal popolo la fede in David; con lo studioso positivista Lombroso che ne studia il cranio per dimostrarne la pazzia; con la magistratura e il  governo alle prese di lunghi processi e dibattiti parlamentari animati dal deputato socialista  Cavallotti. Ma nessuno riuscirà ad intaccare quella complessa figura tanto che, qualche decennio più tardi, lo stesso Antonio Gramsci scriverà pagine indelebili sull’esperienza del profeta amiatino e sulla religiosità popolare. A cent’anni dall’uccisione, nel 1978, mentre l’Amiata ne ricordava la figura anche con uno spettacolo della Compagnia di Leoncarlo Settimelli, la rivista Civiltà Cattolica, nel 1978, ancora così dipingeva David: “Questo sciagurato era riuscito a fondare una nuova setta, non dissimile a  quella di Fra Dolcino menzionato dall’Alighieri nel canto XXVIII dell’Inferno ed ebbe a finire di mala sorte come il Dolcino”. Guarda caso Fra Dolcino era ammogliato così come lo era Lazzaretti e predicava l’approccio diretto a Dio senza l’intermediazione delle strutture ecclesiastiche.&lt;br /&gt;Più tardi, molto più tardi Agostino Gemelli, grande medico cattolico - è di questo che si occupa il volume di Luzzatto - nel  redigere la famosa requisitoria  nei confronti del santo di Pietralcina citerà più volte l’esperienza di David più che altro, non condividendo le idee lombrosiane, per distinguere i veri mistici dai “mistici da clinica psichiatrica”. La fede e la follia: un fenomeno che viene percorso con una rilettura della vita e delle opere di tanti mistici e santi che hanno fatto grande la Chiesa, da Paolo di Tarso a Ignazio di Lodola. &lt;br /&gt;In questo ultimo approccio, molto unilaterale e funzionale alla narrazione su Padre Pio, mancano quei riferimenti che ci si sarebbero attesi sul millenarismo (le importanti pagine di Hobsbawn) e sulla religiosità popolare. Chi era davvero David? Tutti dimenticano, ad esempio, la sua giovanile passione che lo portò a combattere, a Castelfidardo, con  indosso la camicia  rossa  dei garibaldini o sui ripetuti viaggi in una Francia zeppa di movimenti ribellistici ed eretici. E cosa ha davvero rappresentato? Come non considerare il fatto che fino a qualche tempo addietro, in montagna, si continuava a cantare la sua storia con queste parole ”Lassù sull’Amiata/ è morto Gesù Cristo,/ da vero socialisto/ ucciso dai carabinier”? &lt;br /&gt;Mi è capitato più volte di  parlare di David Lazzaretti con Padre Balducci. In una lunga intervista che sulla fine degli anni settanta mi rilasciò e nella quale si parlava di David, e dei profondi cambiamenti che stavano investendo la nostra montagna, ebbe a dire parole precise che assumono ora maggior rilievo proprio per il dibattito che si è riacceso: “Per rileggerei il fenomeno David utilizzerei un po’ le categorie che lo stesso Marx, e dopo di lui Gramsci, hanno fornito sul delicato argomento  della religiosità popolare. Nell’esigenza religiosa popolare non c’è soltanto il riflesso di una miseria che si ribalta nel sogno di una realtà utopica, di una realtà impossibile e quindi assolve ad una funzione consolatoria e quindi alla fine negativa. Ma c’è anche un altro elemento; essa esprime una protesta contro la miseria esistente e quindi è lo sgorgare di un’utopia umana che in forme mitiche contiene già in sé un progetto politico. La transizione dalla fase mitica alla fase razionale segna una continuità e insieme un distacco da quel momento. Quindi io penso che in “quel comunismo” ispirato alle prime comunità cristiane (non dobbiamo dimenticare che l’utopia del Lazzaretti non rimase semplicemente un’agitazione luminosa delle coscienze ma diventò operazione concreta con la nascita della cooperativa ispirata a criteri comunistici) aveva solo il difetto di essere fuori contesto, di essere cioè “una rivoluzione senza la rivoluzione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Pubblicato sul Corriere di Siena del 6/1/2008)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-3587685421563922391?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/3587685421563922391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=3587685421563922391' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3587685421563922391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3587685421563922391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/david-un-rivoluzionario-senza-la.html' title='David, un rivoluzionario senza rivoluzione'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R4C5kW4_kBI/AAAAAAAAAAo/1nZSrLM6Tmg/s72-c/lazzaretti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-3053575420219088998</id><published>2008-01-04T23:44:00.000+01:00</published><updated>2008-01-04T23:53:49.915+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Corriere di Siena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='reality'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casta'/><title type='text'>Si chiamavano corsivi</title><content type='html'>Un giornale cittadino, il Corriere di Siena, oltre a far cronaca sui problemi della città, ama sovente divertirsi con l’insaziabile esibizionismo dei senesi. In questi giorni festivi sta pubblicando le foto segnaletiche delle persone (personaggi?) di cui sentiremo parlare nell’anno in cui abbiamo appena messo piede. Ce n’è per tutti i gusti: politici in ascesa e in discesa, religiosi, sportivi, amministratori (a Siena tutti amministrano o amministreranno qualcosa), &lt;em&gt;soubrettes&lt;/em&gt; in posa, uomini di cultura e di coltura, dispensatori di premi e &lt;em&gt;cotillons&lt;/em&gt;. Si dice - all’Angolo dell’Unto, naturalmente - che molti pur di apparire nel gran bazar delle caste riunite siano disposti a vendere la camicia o a chiedere intercessioni. L’accorto inventore del gioco, che può essere considerato come un vero e proprio &lt;em&gt;reality&lt;/em&gt; in salsa senese, con tanto di &lt;em&gt;nomination&lt;/em&gt;, ne avrà così ancora per diversi giorni. Una sola domanda sorge: quando alfine conosceremo tutti i nomi e i volti di questi 101 cittadini, il &lt;em&gt;promoter&lt;/em&gt; svelerà anche chi è la Crudelia Demon senese?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-3053575420219088998?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/3053575420219088998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=3053575420219088998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3053575420219088998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3053575420219088998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/si-chiamavano-corsivi.html' title='Si chiamavano corsivi'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-2344909580432985579</id><published>2008-01-04T16:22:00.001+01:00</published><updated>2008-12-11T14:57:43.210+01:00</updated><title type='text'>matite</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R35Pe24_kAI/AAAAAAAAAAg/-48fpSh35PI/s1600-h/closeup-pencils-039y.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R35Pe24_kAI/AAAAAAAAAAg/-48fpSh35PI/s400/closeup-pencils-039y.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151642415307657218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-2344909580432985579?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/2344909580432985579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=2344909580432985579' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/2344909580432985579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/2344909580432985579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2008/01/matite.html' title='matite'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-U5rFLy4-Aw/R35Pe24_kAI/AAAAAAAAAAg/-48fpSh35PI/s72-c/closeup-pencils-039y.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3258207257108442594.post-3137326504610068658</id><published>2007-12-29T21:17:00.000+01:00</published><updated>2007-12-29T21:24:34.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='new york times'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='censis'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ilvo diamanti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la repubblica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='corrado guzzanti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='partito democratico'/><title type='text'>Il silenzio assordante della politica</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;UNA NAVE FERMA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Le pagine dei giornali sono piene di  ricerche, sondaggi, articoli che ruotano attorno alla parola declino. “C’è grossa crisi” avrebbe detto, qualche anno fa, il Quelo televisivo di Corrado Guzzanti. L’Italia è in declino:  a dirlo a voce alta è stato per primo il New York Times, ripreso e commentato da quasi tutti i politici e i politologi di casa nostra. D’altra parte già lo sostenevano le ricerche dei sociologi e dei vari esperti ( vedi i Rapporti del Censis e di Demos). Ora lo sancisce anche l’ultimo indicatore fornito da Eurostat, istituto di statistica europeo: la Spagna ha scavalcato  l'Italia  per potere di acquisto pro capite. e, tanto per gradire, anche la Banca Mondiale ha voluto dire la sua : nella classifica sul potere d'acquisto di 146 paesi nel mondo- calcolando Pil, tasso di cambio e inflazione- L'Italia è nona, superata da Russia e India. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un articolo su La Repubblica, Ilvo Diamanti si chiede che fine abbia fatto il Belpaese e se davvero sia così malridotto: “Non stiamo parlando di dati di realtà- scrive- ma di percezioni, atteggiamenti, sentimenti. Cioè, lo stesso. Perchè noi siamo ciò che ci sentiamo. E oggi ci sentiamo insicuri e sfiduciati. Soprattutto quando alziamo gli occhi e ci guardiamo intorno. Quando osserviamo il sistema politico, le istituzioni. La nave in cui siamo imbarcati, tutti insieme. Gli italiani non riescono più a coglierne la direzione, la rotta, la destinazione.  Perché la vedono ferma”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni qual volta si cerca di capire i singoli atti della politica nazionale e locale, nel tentativo di inserirli in una visione più organica, cioè di capire come e perché si fanno le scelte, quello che balza subito agli occhi è l’assenza di una visione (missione) comune. Tutto è bigio; una scelta vale l’altra; ognuno predica inascoltato: più che produrre un’utile polifonia, la politica produce chiacchiericcio e frastuono. O assordanti silenzi. Le differenze ( l’Italia delle cento città, la Provincia delle tante terre) non sono più un utile elemento di differenziazione nell’unità ma si stanno trasformando in frantumazione locale e frammentazione sociale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;LE BOLLE ISTITUZIONALI &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ancora Ilvo Diamanti ha notato come ormai ci sia “una molteplicità di autonomie molto blindate e gelose dei loro confini”. Traduciamo: manca la politica come collante, come forza capace di unificare gli obbiettivi, definire le strategia e le tattiche per realizzarli. Le istituzioni, e coloro che  le dirigono, appaiono come rinchiuse in una bolla autoreferenziale nella quale non stanno le cose del mondo ma fluttuano  le pratiche e le sorti delle stesse istituzioni. Sta venendo meno la capacità di assumere posizione nette, sta venendo meno la capacità di decidere, come ha ricordato Veltroni proprio a Siena, sui problemi dei cittadini i quali finiscono per credere sempre meno nella politica e nelle istituzioni, In questo terreno è facile seminare forme populistiche di anti-politica, è facile far passare un interesse corporativo per interesse generale. In questo contesto sembrano vincenti coloro che trasformano la politica in gossip e in insulto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli sforzi di tutti (o quasi) sono concretati su ciò che divide; nell’individuazione di totem contro i quali scagliare la propria delusione o la propria invidia o la propria rabbia. Di castigare questa o quella casta, magari dimenticandosi di far parte di una qualche casta. Ancora Diamanti:”Non c’è più la mobilitazione sui grandi temi di valore. Assistiamo ad una società che è forte nel suo piccolo, abbiamo mille proteste locali, un’energia che non riesce ad essere canalizzata…Siamo un paese che deve scrollarsi di dosso questa specie di scimmia della paura di ogni cosa nuova perché c’è l’idea che ogni cosa nuova che accade debba spaventare. Quando ci sono delle novità, se sono giuste, fanno bene a tutti. Il paese ha bisogno di ritrovare fiducia, serenità, speranza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IL PD E IL NARCISISMO DI MASSA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’io è diventato il maggior peso per l’individuo, in una stagione come questa che sembra aver perso la bussola della dimensione pubblica. Lo si vede negli spazi urbani, lo si legge nelle topografie delle nuove città, lo si rileva nel declino- appunto- di ogni luogo che abbia una funzione pubblica. I santuari  di oggi sono i centri commerciali che  però, per dirla con Marc Augé,  sono, guarda caso, non luoghi;  spazi nei quali si appaga una sorta di “narcisismo di massa”. Questo atteggiamento ormai molto diffuso impedisce di distinguere ciò che appartiene alla sfera dell’io e dell’autogratificazione da ciò che è esterno. La gente è assorbita dalle vicende della propria esistenza e dalle emozioni personali come mai prima d’ora e prevale una sorta di visione intimistica della società.&lt;br /&gt;In una siffatta stagione appare quanto mai salutare la nascita di un nuovo partito, il Pd, proprio per rompere il maleficio di una società che sta per mangiare la mela dell’antipolitica. E per far questo si sono impegnate per mesi e mesi tante energie individuali e collettive ( oltre quarantamila senesi hanno partecipato alle primarie). Ma questa fase sta diventando troppo lunga, troppo snervante, troppo piena di cose vecchie ammantante di parole nuove. Un nuovismo di maniera che, se praticato di vecchi e conosciuti militanti dei partiti che furono, suscita non pochi e ilari sorrisi. Se la nave appare ferma- per usare la metafora di Ilvo Diamanti- bisogna che  i fuochisti tornino a gettare carbone nelle caldaie, che i nostromi districhino le pratiche di bordo e che gli ammiragli tornino a tracciare sulle mappe d’oggi la meta. Quando un governo annaspa come annaspa questo; quando i dati reali ( e non solo quelli percepiti) ci dicono di un paese in crisi; quando problemi vecchi e nuovi affollano anche le agende dei nostri amministratori ( ambiente e territorio, infrastrutture, politiche culturali e sociali) tutto si può fare tranne che chiamarsi fuori gioco, magari- appunto- in attesa del nuovo che non avanza. Tutto si può fare tranne che aspettare Godot.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;PIE’ VELOCE E LA TARTARUGA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Se Berlusconi è  piè veloce nell’inventarsi un partito o qualcosa che al partito rassomiglia, Veltroni  è  tartaruga nel rendere reale il Partito Democratico. Uno va veloce, troppo veloce anche perché sa che quando cambiano gli umori della pubblica opinione occorre esser svelti di testa e d’azione: così nell’Ottantanove intercettò i voti in libera uscita dopo la disfatta della DC e del PSI. L’altro va lento, troppo lento, rallentato forse dal peso degli apparati dei due partiti soci-fondatori.&lt;br /&gt; Le differenze in questo modo di procedere derivano dal modo stesso di vedere la politica e la funzione dei partiti; sono cioè strettamente  intrecciate a ciò che sta per nascere. A Roma come a Siena, dove sta per aprirsi una fase che dovrebbe portare a delineare i tratti politici e programmatici e la stessa struttura organizzativa del pd nella nostra provincia. Tutto ciò avverrà attraverso centinaia e centinaia di eventi, a partire dall’11 gennaio quando, nei gazebo dove si è votato per le primarie, saranno consegnati i certificati di socio fondatore.&lt;br /&gt;Nelle interviste e nelle dichiarazioni Veltroni continua a sostenere l’ipotesi di un “partito liquido”, senza correnti, aperto alle lobby. Simone Bezzini, coordinatore provinciale, ha speso invece parole precise contro il cosiddetto “ partito leggero”, ribadendo che vanno individuate forme organizzative nuove per permettere di far partecipare i cittadini alla vita del partito. Quale progetto per Siena avrà questa forza? Occorrerebbero risposte chiare e urgenti. Perché la vita non si ferma in attesa della politica. Perché l’attesa di risposte si sta prolungando oltre ogni dire. Perché il silenzio della politica è ciò che fa davvero paura. Almeno a me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3258207257108442594-3137326504610068658?l=maurizioboldrini.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/feeds/3137326504610068658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3258207257108442594&amp;postID=3137326504610068658' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3137326504610068658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3258207257108442594/posts/default/3137326504610068658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://maurizioboldrini.blogspot.com/2007/12/il-silenzio-assordante-della-politica.html' title='Il silenzio assordante della politica'/><author><name>maurizio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17155250305132486700</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_-U5rFLy4-Aw/R3aqdW4_j_I/AAAAAAAAAAY/KCTqP182gfs/S220/maurizio.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
